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L’ascesa della tv connessa, il terzo schermo della nostra vita quotidiana
9/3/2011
Se il 'primo schermo' è quello del pc, utilizzato prevalentemente in ufficio, il 'secondo schermo' è quello dello smartphone, adoperato in mobilità, il prossimo futuro sarà dominato da un ‘terzo schermo’, quello della tv intelligente, cioè connessa alla rete, usata sul divano di casa. Del tema si è discusso al Digital Experience Festival in corso a Milano.
In svolgimento presso il campus Ied di Milano fino al 12 marzo, la seconda edizione del Digital Experience Festival sta coinvolgendo blogger, professionisti, studenti, giornalisti, addetti ai lavori e semplici appassionati in una settimana ricca di eventi e appuntamenti, tutti in sintonia con il claim ‘Better digital, better life’, che sintetizza lo spirito della kermesse, sottolineando l'obiettivo di indagare il digitale come quell'insieme di fenomeni, tecnologie ed esperienze in grado di migliorare la nostra vita.



La manifestazione, organizzata e promossa dall'associazione culturale Luoghi Di Relazione, assieme a Nel Segno dell'8 ed Emotiongroup, intende infatti da un lato stimolare aziende e istituzioni per riflettere su come proporre le innovazioni nel modo più semplice, e dall’altro permettere ai cittadini e agli utenti finali di vivere una reale occasione di confronto e approfondimento sulle tematiche digitali, tecnologiche e d’innovazione.

Quest’oggi, si è affrontato, tra gli altri, il tema del cosiddetto ‘terzo schermo’ o ‘tv connessa’, presentata come lo scenario dominante della comunicazione dei prossimi anni, al pari di come lo sono stati i dispositivi mobili negli ultimi due anni. La questione è stata introdotta da Roberto Marmo (in foto), docente presso la facoltà di Ingegneria dell’università di Pavia, il quale ha evidenziato come il passaggio alla televisione digitale terrestre abbia determinato, oltre alla moltiplicazione dei canali televisivi, anche la nascita di nuove forme di business.

La parola chiave, quando si parla di tv connessa, è sicuramente ‘integrazione’, nel senso che, a darle vita, è l’incontro tra la televisione digitale e internet, sfruttando alcuni strumenti, come il set top box, in grado di collegare i due canali di comunicazione.

In particolare, nel descrivere lo scenario che vivremo nei prossimi anni, Marmo spiega che gli utenti avranno a che fare, principalmente, con tre diversi dispositivi, da utilizzare in tre diversi luoghi e momenti della loro vita quotidiana. Sul luogo di lavoro, in ufficio, a farla da padrone, così come già è oggi, continuerà a essere il pc, con il suo ‘primo schermo’. In mobilità, invece, utilizzeremo sempre più il ‘secondo schermo’, ossia quello degli smartphone e dei tablet. Mentre a casa prenderà sempre più piede il ‘terzo schermo’, quello della tv connessa.

Fenomeno che ha già una sua discreta diffusione, tenendo conto che, come rilevato dall’istituto E-res nel 2010, sono 2,7 milioni le famiglie che posseggo una tv connettibile al web, anche se, al momento, solo il 10% di esse la utilizza per navigare dal divano di casa.

Una delle implicazioni più importanti è sicuramente quella del cosiddetto t-commerce, ossia dell’e-commerce realizzabile tramite tv. In particolare, alle classiche televendite che tutti conosciamo, si potranno aggiungere delle forme di televendita mirata, scelte personalmente dall’utente in base ai suoi gusti e alle sue necessità, con in più la possibilità, da parte del consumatore, di effettuare l’acquisto direttamente via televisore, utilizzando il telecomando.

Sul tema è intervenuto anche Francesco Facconi (in foto), BlobKit Tv Applications Evangelist, il quale si è concetrato sulla questione della contaminazione tra social network e tv connessa, ossia sulla ‘social tv’, la cui nascita ha delle importanti implicazioni sociologiche. Se, con la tv classica, i contenuti televisivi procedono unidirezionalmente dai broadcaster verso spettatori isolati, ossia tra loro non collegati; con la social tv, i contenuti raggiungono utenti reciprocamente connessi attraverso la smart tv, i quali possono sia esprimere commenti utilizzando i social network, sia rispondere producendo, loro stessi, dei nuovi contenuti.

Già oggi, come rilevato da Nielsen, nelle abitazioni americane, un terzo delle navigazioni su internet avviene mentre si ha la tv accessa; con la diffusione della tv connessa, si potrà semplicemente passare dai due schermi separati della tv e del pc a uno solo, magari diviso in due parti, con a sinistra il programma televisivo in onda e a destra la pagina del nostro social network preferito, per i commenti.

Mario Garaffa