L'Italia dell'advertising sembra essere
come l'Italia del pallone. Sorprende e vince quando meno te l'aspetti.
A Berlino, nel 2006, abbiamo conquistato una coppa del mondo contro ogni
pronostico. In quell'anno ci sentivamo gli ultimi della classe, o quasi, e
avevamo una reputazione da ricostruire a causa di Moggi e compagni.
A Cannes, scandali a parte, è un po' la stessa cosa. Siamo
approdati sulla Croisette decimati in termini di lavori
iscritti e di delegati: in questo senso siamo assolutamente in linea con la
tendenza del Festival che parla di un calo del 20% delle
campagne iscritte (per l'Italia -25,1%) e del
-40% di professionisti intervenuti. Cosa più importante,
eravamo abbastanza convinti di essere a corto di idee e, quindi, di speranze,
almeno a giudicare dagli anni precedenti. L'anno scorso, infatti, siamo tornati
a casa con un leone d'argento e mezzo nella stampa (il primo vinto da
Leo Burnett per P&G, il secondo da
S&S per Voltaren condiviso con la sede di
Ginevra). Sempre in casa Leo Burnett occorre andare per trovare l'ultima
statuetta gialla assegnata all'Italia dalla giuria di Cannes: correva l'anno di
grazia 2006 e a vincere fu il celebre spot Ariston Aqualtis prodotto da
FilmMaster. Invece, proprio nel Festival della crisi, nel momento più difficile
per l'economia mondiale e di conseguenza per l'industria della comunicazione,
abbiamo trovato la via dell'oro.
I risultati di oggi sono sorprendenti. Conquistare il
metallo più pregiato nel media, cosa mai accaduta in passato, è un evento
davvero eccezionale: si pensi che l'anno scorso nessuno dei progetti iscritti
entrò in short list. All'oro conquistato dall'Armando Testa,
che ha vinto con una campagna di comunicazione davvero integrata e olistica per
Baci Perugina, si aggiungono due bronzi: uno per Coca
Cola con un progetto ideato da Starcom, e uno per
Online Poker di Bwin, pianificato da
MPG e firmato da Arnold Worldwide. Insomma, le
tre campagne in short list hanno ottenuto tre leoni, una redemption del 100%,
alé!
Con tanti complimenti al giurato italiano Elena Fedeli
, coo di Phd (gruppo Omnicom).
L'oro non c'è stato, e non c'erano neanche giurati
italiani, ma il discorso può essere analogo per la sezione Outdoor che ha visto
l'Italia brillare con l'argento di DDB per Super
Attak, già vincitore all'ADCI, e col bronzo di JWT per
il Museo nazionale del Fumetto e dell'immagine (MUF). Anche in
questo caso, l'anno scorso, il bilancio è stato zero in short list sui 39
progetti iscritti e, di conseguenza, nessun leone.
Per carità, i problemi ci sono e sono evidenti. Fino a oggi i 'tituli' sono
zero nella Radio, nelle Relazioni
Pubbliche, nel Direct e nel Design.
Per la sezione stampa (anche in questo caso siamo orfani di giurati tricolori)
le speranze italiche si concentrano sui tre soggetti della JWT realizzati ancora
per il MUF, Museo Nazionale del Fumetto. Sapremo cosa accadrà domani, mercoledì
24. Come pure domani avremo il responso della sezione Cyber dove abbiamo un
lavoro in shot list firmato da S&S Roma. Per i film
conosceremo le short list giovedì 25, per il Titanium and Integrated se ne
riparlerà il 26.
Cerchiamo di essere ottimisti e aspettiamoci altre sorprese positive. In
fondo, al secondo giorno di Festival siamo già un pezzo avanti rispetto all'anno
scorso.